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    <title>Approfondimenti normativi</title>
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    <description>Approfondimenti normativi</description>
    <language>ru</language>
    <lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 11:50:56 +0300</lastBuildDate>
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      <title>RIVALSA DANNI NEI CONFRONTI DI UN DIPENDENTE</title>
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      <pubDate>Mon, 18 May 2026 11:31:00 +0300</pubDate>
      <turbo:content><![CDATA[<header><h1>RIVALSA DANNI NEI CONFRONTI DI UN DIPENDENTE</h1></header><div class="t-redactor__text">Ci viene spesso chiesto se è possibile rivalersi su un dipendete che abbia causato dei danni.<br /><br />La risposta, in via generale è affermativa, nel diritto del lavoro italiano, il datore di lavoro può rivalersi su un dipendente che abbia colpevolmente causato danni, ma solo nel rispetto di precisi presupposti e limiti:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">deve <strong>provare</strong> il fatto dannoso, il nesso causale, il danno e l’elemento soggettivo (colpa o dolo), potendo ricorrere a presunzioni quando l’evento era normalmente evitabile con diligenza;</li><li data-list="bullet">non può trasferire al lavoratore il <strong>rischio tipico d’impresa</strong> o le conseguenze di proprie carenze organizzative o di sicurezza, ma solo il danno direttamente riconducibile a condotte dolose o gravemente colpose del dipendente, tenendo conto dell’eventuale concorso di colpa datoriale; </li><li data-list="bullet">sul piano <strong>disciplinare</strong>, deve rispettare le garanzie procedurali e, ove il contratto collettivo lo preveda, collegare le trattenute disciplinari a una regolare contestazione; </li><li data-list="bullet">sul piano <strong>patrimoniale</strong>, può:</li></ul><br /><ol><li data-list="ordered">effettuare trattenute sulla retribuzione netta a titolo risarcitorio, nei limiti della prova del danno, della proporzionalità e dei vincoli derivanti dalla pignorabilità delle retribuzioni; </li><li data-list="ordered">stipulare accordi transattivi con il lavoratore, definendo importo e modalità di pagamento; </li><li data-list="ordered">promuovere un’azione giudiziaria di risarcimento danni, anche con domanda di condanna generica sull’an e rinvio del quantum a separato giudizio. </li></ol><br />In presenza di infortuni sul lavoro, la responsabilità del datore per violazione dell’obbligo di sicurezza e la possibile azione di regresso dell’INAIL rendono ancora più importante accertare correttamente i ruoli e le colpe, poiché, in casi di dolo o grave colpa del lavoratore, questi può essere a sua volta destinatario di azioni di rivalsa o regresso. <br /><br />Operativamente, per un datore che voglia rivalersi sul dipendente, è consigliabile:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">raccogliere e conservare tutta la documentazione (rapporti interni, mail, perizie, fatture di riparazione, buste paga, ecc.); </li><li data-list="bullet">valutare se il danno sia effettivamente imputabile a colpa o dolo del lavoratore o se rientri nel rischio d’impresa; </li><li data-list="bullet">in caso di accordo, formalizzare per iscritto la transazione e, se si opta per trattenute, definire un piano di rientro compatibile con i limiti di pignorabilità e con le esigenze di sostentamento del dipendente.</li></ul></div>]]></turbo:content>
    </item>
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      <title>OBBLIGO CONSEGNA BUSTA PAGA</title>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 11:00:00 +0300</pubDate>
      <turbo:content><![CDATA[<header><h1>OBBLIGO CONSEGNA BUSTA PAGA</h1></header><div class="t-redactor__text"><strong>Obbligo di consegna della busta paga: normativa, tempi e sanzioni</strong><br /><br />La consegna della busta paga non è una semplice prassi aziendale, ma un preciso obbligo previsto dalla legge italiana. Il datore di lavoro è tenuto a fornire al dipendente un prospetto paga chiaro e completo al momento dell’erogazione dello stipendio.<br /><br />Questo obbligo ha l’obiettivo di garantire trasparenza nel rapporto di lavoro e consentire al lavoratore di verificare la correttezza della retribuzione ricevuta.<br /><br /><strong>La normativa di riferimento</strong><br /><br />La disciplina principale è contenuta nella Legge 5 gennaio 1953 n. 4, che regola l’obbligo di consegna del prospetto paga. <br /><br />L’articolo 1 stabilisce che:<br /><br />“È fatto obbligo ai datori di lavoro di consegnare, all’atto della corresponsione della retribuzione, ai lavoratori dipendenti […] un prospetto di paga”.<br /><br />La norma precisa inoltre che il documento deve contenere tutti gli elementi della retribuzione e le relative trattenute. <br /><br /><strong>Quando deve essere consegnata la busta paga</strong><br /><br />Secondo l’articolo 3 della Legge n. 4/1953, la busta paga deve essere consegnata contestualmente al pagamento dello stipendio. <br /><br />Questo significa che:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">il dipendente non deve richiederla espressamente;</li><li data-list="bullet">il datore di lavoro deve consegnarla automaticamente;</li><li data-list="bullet">la consegna può avvenire sia in formato cartaceo sia digitale.</li></ul><br />La consegna digitale è considerata valida purché il lavoratore possa scaricare, consultare e conservare il documento. <br /><br /><strong>Cosa deve contenere il cedolino paga</strong><br /><br />La normativa prevede che nella busta paga siano presenti informazioni precise, tra cui:<br /><br /><strong>Dati del lavoratore</strong><br /><br /><ul><li data-list="bullet">nome e cognome;</li><li data-list="bullet">qualifica professionale;</li><li data-list="bullet">livello contrattuale;</li><li data-list="bullet">periodo di riferimento della retribuzione.</li></ul><br /><strong>Elementi della retribuzione</strong><br /><br /><ul><li data-list="bullet">paga base;</li><li data-list="bullet">straordinari;</li><li data-list="bullet">premi;</li><li data-list="bullet">indennità;</li><li data-list="bullet">assegni familiari;</li><li data-list="bullet">ferie e permessi maturati.</li></ul><br /><strong>Trattenute</strong><br /><br /><ul><li data-list="bullet">contributi previdenziali;</li><li data-list="bullet">IRPEF;</li><li data-list="bullet">addizionali regionali e comunali.</li></ul><br />Questi elementi sono previsti direttamente dalla Legge n. 4/1953.<br /><br /><strong>Le sanzioni per mancata consegna</strong><br /><br />Il datore di lavoro che non consegna la busta paga oppure la consegna in ritardo può essere soggetto a sanzioni amministrative.<br /><br /><strong>Il lavoratore può contestare la mancata consegna?</strong><br /><br />Sì. In caso di mancata consegna della busta paga, il lavoratore può:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">richiedere formalmente il cedolino;</li><li data-list="bullet">rivolgersi a un sindacato;</li><li data-list="bullet">segnalare il comportamento all’Ispettorato Nazionale del Lavoro;</li><li data-list="bullet">utilizzare l’irregolarità in eventuali controversie di lavoro.</li></ul><br />La mancata consegna può infatti rappresentare un indice di irregolarità nella gestione del rapporto lavorativo.<br /><br /><strong>Busta paga digitale e firma del dipendente</strong><br /><br />È importante chiarire che la firma del dipendente sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento dello stipendio.<br /><br />La giurisprudenza e le indicazioni ispettive distinguono infatti:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">la consegna del cedolino;</li><li data-list="bullet">il reale pagamento della retribuzione.</li></ul><br />Per dimostrare il pagamento sono necessari strumenti tracciabili come bonifici o ricevute bancarie. <br /><br /><strong>Conclusioni</strong><br /><br />L’obbligo di consegna della busta paga rappresenta uno dei principali adempimenti del datore di lavoro.<br /><br />La normativa italiana impone che il cedolino venga consegnato al lavoratore in modo chiaro, completo e tempestivo, garantendo la massima trasparenza sul trattamento economico applicato.<br /><br />Per evitare sanzioni e contestazioni, è fondamentale che aziende e professionisti gestiscano correttamente la documentazione retributiva, anche attraverso strumenti digitali conformi alla normativa vigente.</div>]]></turbo:content>
    </item>
    <item turbo="true">
      <title>CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA</title>
      <link>https://ceda.pc.it/blog/zhksvgyj41-cassa-integrazione-ordinaria</link>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 10:57:00 +0300</pubDate>
      <turbo:content><![CDATA[<header><h1>CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA</h1></header><div class="t-redactor__text"><strong>Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO): cos’è, requisiti e normativa di riferimento</strong><br /><br />La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, conosciuta come CIGO, è uno degli strumenti principali di sostegno al reddito previsti dall’ordinamento italiano per i lavoratori dipendenti.<br /><br />Si tratta di un ammortizzatore sociale che interviene quando un’azienda si trova ad affrontare una situazione temporanea di difficoltà e deve sospendere o ridurre l’attività lavorativa.<br /><br />L’obiettivo della CIGO è duplice:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">tutelare i lavoratori garantendo una parte della retribuzione;</li><li data-list="bullet">consentire all’impresa di superare una fase temporanea di crisi senza procedere ai licenziamenti.</li></ul><br /><strong>Cos’è la Cassa Integrazione Ordinaria</strong><br /><br />La CIGO consiste in un’integrazione salariale erogata dall’INPS ai lavoratori che subiscono una riduzione o sospensione dell’orario di lavoro per cause temporanee non imputabili né al datore di lavoro né ai dipendenti.<br /><br />Le situazioni che possono giustificare il ricorso alla CIGO comprendono, ad esempio:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">crisi temporanee di mercato;</li><li data-list="bullet">mancanza di commesse;</li><li data-list="bullet">eventi meteorologici nel settore edile;</li><li data-list="bullet">guasti agli impianti;</li><li data-list="bullet">mancanza di energia;</li><li data-list="bullet">eventi straordinari come incendi o alluvioni.</li></ul><br />La caratteristica essenziale è la temporaneità della difficoltà aziendale, con previsione di ripresa dell’attività lavorativa.<br /><br /><strong>La normativa di riferimento</strong><br /><br />La disciplina della Cassa Integrazione Ordinaria è contenuta principalmente nel Decreto Legislativo n. 148/2015, che ha riformato gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.<br /><br />In particolare:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">l’articolo 11 disciplina le causali di intervento;</li><li data-list="bullet">l’articolo 12 stabilisce durata e limiti;</li><li data-list="bullet">l’articolo 14 regola la procedura sindacale;</li><li data-list="bullet">l’articolo 15 disciplina la presentazione della domanda.</li></ul><br />Le indicazioni operative sono inoltre fornite periodicamente dall’INPS attraverso circolari e messaggi applicativi.<br /><br /><strong>Quali aziende possono accedere alla CIGO</strong><br /><br />La CIGO si applica principalmente a:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">imprese industriali;</li><li data-list="bullet">aziende edili;</li><li data-list="bullet">imprese del settore lapideo;</li><li data-list="bullet">cooperative di produzione e lavoro assimilate alle imprese industriali.</li></ul><br />Non tutte le aziende possono quindi accedere automaticamente alla misura: è necessario verificare il settore di appartenenza e l’inquadramento previdenziale.<br /><br /><strong>Requisiti dei lavoratori</strong><br /><br />Per poter beneficiare della CIGO, il lavoratore deve possedere:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">un rapporto di lavoro subordinato;</li><li data-list="bullet">almeno 90 giorni di anzianità effettiva presso l’unità produttiva interessata.</li></ul><br />Il requisito dei 90 giorni non è richiesto nei casi di eventi oggettivamente non evitabili, come calamità naturali o emergenze improvvise.<br /><br /><strong>Quanto spetta al lavoratore</strong><br /><br />La CIGO garantisce un trattamento economico pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore non lavorate.<br /><br />L’importo:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">è soggetto a massimali aggiornati annualmente dall’INPS;</li><li data-list="bullet">viene calcolato sulle ore di lavoro perse;</li><li data-list="bullet">può essere anticipato dal datore di lavoro oppure pagato direttamente dall’INPS in alcuni casi.</li></ul><br />L’indennità è soggetta a tassazione IRPEF ma non alla contribuzione previdenziale ordinaria.<br /><br /><strong>Durata della Cassa Integrazione Ordinaria</strong><br /><br />Secondo l’articolo 12 del D.Lgs. 148/2015:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">la CIGO può essere autorizzata fino a 13 settimane continuative;</li><li data-list="bullet">può essere prorogata trimestralmente;</li><li data-list="bullet">non può superare complessivamente 52 settimane in un biennio mobile.</li></ul><br />Per alcune imprese del settore edile e lapideo sono previsti limiti differenti nel quinquennio mobile.<br /><br /><strong>Procedura e obblighi del datore di lavoro</strong><br /><br />Prima di presentare domanda di CIGO, l’azienda deve attivare una procedura di consultazione sindacale prevista dall’articolo 14 del D.Lgs. 148/2015.<br /><br />Successivamente:<br /><br /><ol><li data-list="ordered">l’azienda presenta domanda telematica all’INPS;</li><li data-list="ordered">devono essere indicate le cause della sospensione;</li><li data-list="ordered">vanno specificati i lavoratori interessati e le ore richieste.</li></ol><br />La domanda deve essere presentata entro 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.<br /><br /><strong>Differenza tra CIGO e CIGS</strong><br /><br />È importante distinguere la CIGO dalla Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS).<br /><br />La CIGO interviene in presenza di:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">crisi temporanee;</li><li data-list="bullet">eventi transitori;</li><li data-list="bullet">difficoltà momentanee.</li></ul><br />La CIGS, invece, riguarda situazioni più strutturali come:<br /><br /><ul><li data-list="bullet">riorganizzazioni aziendali;</li><li data-list="bullet">crisi aziendali rilevanti;</li><li data-list="bullet">contratti di solidarietà.</li></ul><br /><strong>Conclusioni</strong><br /><br />La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria rappresenta uno strumento fondamentale del sistema di welfare italiano, pensato per proteggere lavoratori e imprese durante periodi di difficoltà temporanea.<br /><br />Conoscere la normativa, i requisiti e le procedure è essenziale sia per i datori di lavoro sia per i dipendenti, al fine di gestire correttamente l’accesso all’ammortizzatore sociale ed evitare errori o ritardi nelle domande.<br /><br />Per una gestione conforme alla normativa vigente, è consigliabile affidarsi a consulenti del lavoro o professionisti specializzati in amministrazione del personale.</div>]]></turbo:content>
    </item>
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      <title>FONDO DI TESORERIA INPS: NUOVO LIMITE DIMENSIONALE</title>
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      <pubDate>Mon, 12 Jan 2026 13:54:00 +0300</pubDate>
      <turbo:content><![CDATA[<header><h1>FONDO DI TESORERIA INPS: NUOVO LIMITE DIMENSIONALE</h1></header><div class="t-redactor__text">L'articolo 1, comma 203, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di Bilancio 2026), ha modificato il comma 756 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296: per effetto di tale disposizione l'obbligo di versamento del TFR, non conferito a fondi di previdenza complementare, al fondo tesoreria Inps riguarda le aziende che nell'anno precedente hanno raggiunto i seguenti limiti dimensionali, intesi come media:<br /><br />- 60 addetti per il periodo 2026-2027;<br />- 50 addetti per il periodo dal 2028 al 2031;<br />- 40 addetti dal 1° gennaio 2032.</div>]]></turbo:content>
    </item>
    <item turbo="true">
      <title>LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO</title>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 16:11:00 +0300</pubDate>
      <turbo:content><![CDATA[<header><h1>LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO</h1></header><div class="t-redactor__embedcode"><br>
<br></div><div class="t-redactor__embedcode"><h2>Licenziamenti individuali – Nuovi assunti (tutele crescenti - dopo il 7.3.2015)</h2> <table style="width:100%; border-collapse:collapse; border:1px solid #444; font-size:14px;"> <thead> <tr style="background-color:#f2f2f2;"> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Tipo di licenziamento / vizio</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Reintegrazione</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; economica indicativa</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Piccole imprese (art. 9 d.lgs. 23/2015)</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Note principali</th> </tr> </thead> <tbody> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Nullo / discriminatorio / in violazione di divieti (es. maternit&agrave;)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;, reintegra piena</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; non inferiore a 5 mensilit&agrave; (base: retribuzione utile TFR)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Stessa tutela delle aziende sopra soglia: reintegra + minimo 5 mensilit&agrave; + contributi</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi previdenziali; possibile opzione 15 mensilit&agrave; in sostituzione della reintegra, se prevista</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Licenziamento orale (senza forma scritta)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;, equiparato a nullo</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; non inferiore a 5 mensilit&agrave; (retribuzione utile TFR)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Stessa tutela delle aziende sopra soglia: reintegra + minimo 5 mensilit&agrave; + contributi</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi; disciplina identica al licenziamento nullo/discriminatorio</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Ingiustificato con insussistenza del fatto materiale (disciplinare o g.m.o.)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;, reintegra &ldquo;attenuata&rdquo;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Retribuzioni dal licenziamento alla reintegra, con tetto massimo di 12 mensilit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Stessa regola: reintegra attenuata; l’eventuale quantificazione pu&ograve; essere ridotta, ma resta il tetto di 12 mensilit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi previdenziali; necessario accertamento giudiziale dell’insussistenza del fatto</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Ingiustificato &ldquo;semplice&rdquo; (manca giusta causa / g.m., ma fatto non inesistente)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">No</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; tra 6 e 36 mensilit&agrave; (personalizzata dal giudice)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; ridotta rispetto alle aziende grandi: fascia pi&ugrave; bassa, ma senza tetto fisso di 6 mensilit&agrave; dopo gli interventi della Corte costituzionale, in ipotesi max 18 mensilit&agrave</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Rapporto estinto; valutazione caso per caso (anzianit&agrave;, dimensioni azienda, condotta parti, ecc.)</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Vizi solo procedurali (disciplinare / conciliazione obbligatoria)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">No (salvo cumulo con vizi sostanziali gravi)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; ridotta, in genere 2&ndash;12 mensilit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Anche qui, indennit&agrave; proporzionalmente pi&ugrave; bassa rispetto alle aziende grandi, con margine di personalizzazione da parte del giudice</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Rapporto estinto; il vizio procedurale ha solo effetto economico</td> </tr> </tbody> </table> </div><div class="t-redactor__embedcode"><br>
<br></div><div class="t-redactor__embedcode"><h2>Licenziamenti individuali – Vecchi assunti (fino al 7.3.2015)</h2> <table style="width:100%; border-collapse:collapse; border:1px solid #444; font-size:14px;"> <thead> <tr style="background-color:#f2f2f2;"> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Tipo di licenziamento / vizio</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Reintegrazione</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; economica indicativa</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Piccole imprese (sotto soglie art. 18)</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Note principali</th> </tr> </thead> <tbody> <!-- AZIENDE GRANDI (ART. 18) --> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Nullo / discriminatorio / in violazione di divieti (es. maternit&agrave;)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;, reintegra piena</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Retribuzioni dal licenziamento alla reintegra, con minimo 5 mensilit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Stessa tutela delle aziende grandi: reintegra + minimo 5 mensilit&agrave; + contributi</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi previdenziali; spesso opzione per 15 mensilit&agrave; al posto della reintegra</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Licenziamento orale (senza forma scritta)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;, equiparato a nullo</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Retribuzioni dal licenziamento alla reintegra, di regola minimo 5 mensilit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Stessa tutela delle aziende grandi: reintegra + minimo 5 mensilit&agrave; + contributi</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi; possibile opzione 15 mensilit&agrave; (secondo disciplina applicabile)</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Ingiustificato con insussistenza del fatto (disciplinare o g.m.o.)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;, reintegra &ldquo;attenuata&rdquo;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Risarcimento con tetto (indicativamente fino a 12 mensilit&agrave;)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Nelle piccole imprese, se si applica la disciplina speciale, la logica di base resta quella dell’insussistenza del fatto, ma la quantificazione segue le soglie ridotte della L. 604</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi; possibile opzione 15 mensilit&agrave; in alcune ipotesi nelle aziende grandi</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Ingiustificato &ldquo;semplice&rdquo; (manca giusta causa / g.m., ma fatto non inesistente) – aziende grandi</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">No</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; onnicomprensiva (es. 12&ndash;24 mensilit&agrave;)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Nelle piccole imprese non si applica l’art. 18: si segue la L. 604 con indennit&agrave; pi&ugrave; bassa (vedi riga successiva)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Rapporto estinto alla data del licenziamento</td> </tr> <!-- AZIENDE PICCOLE (L. 604/1966) --> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Illegittimo in piccola impresa (manca giusta causa / g.m.)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Di regola no (salvo nullit&agrave;/discriminazione/orale)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; base 2,5&ndash;6 mensilit&agrave; (aumentabile fino a 10 o 14 con elevata anzianit&agrave;)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Il datore pu&ograve; scegliere tra riassunzione del lavoratore e pagamento dell’indennit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Disciplina tipica delle piccole imprese ex L. 604/1966</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Nullo / discriminatorio / orale in piccola impresa</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;, come per aziende grandi</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Retribuzioni dal licenziamento alla reintegra (minimo 5 mensilit&agrave;)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Stessa tutela piena delle aziende grandi: reintegra + contributi + opzione 15 mensilit&agrave; ove prevista</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Per i casi pi&ugrave; gravi (nullit&agrave;/discriminazione/orale) la dimensione aziendale non riduce la tutela sostanziale</td> </tr> </tbody> </table> </div><div class="t-redactor__embedcode"><br>
<br></div><div class="t-redactor__embedcode"><h2>Licenziamenti collettivi – Nuovi assunti (tutele crescenti)</h2> <table style="width:100%; border-collapse:collapse; border:1px solid #444; font-size:14px;"> <thead> <tr style="background-color:#f2f2f2;"> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Tipo di vizio</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Reintegrazione</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; economica indicativa</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Note principali</th> </tr> </thead> <tbody> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Licenziamento collettivo orale (senza forma scritta)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;, equiparato a nullo</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Retribuzioni dal licenziamento alla reintegra (minimo 5 mensilit&agrave;)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi; possibile opzione 15 mensilit&agrave; secondo disciplina applicabile</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Vizi di procedure (es. comunicazioni, consultazione sindacale) o criteri di scelta</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">No</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; tra 6 e 36 mensilit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Rapporto estinto; tutela solo economica, applicazione schema art. 3 d.lgs. 23/2015</td> </tr> </tbody> </table> </div><div class="t-redactor__embedcode"><br>
<br></div><div class="t-redactor__embedcode"><h2>Licenziamenti collettivi – Vecchi assunti</h2> <table style="width:100%; border-collapse:collapse; border:1px solid #444; font-size:14px;"> <thead> <tr style="background-color:#f2f2f2;"> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Tipo di vizio</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Reintegrazione</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; economica indicativa</th> <th style="border:1px solid #444; padding:6px;">Note principali</th> </tr> </thead> <tbody> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Mancanza forma scritta nel licenziamento collettivo</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Retribuzioni dal licenziamento alla reintegra (minimo 5 mensilit&agrave;)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi; opzione per 15 mensilit&agrave; in sostituzione della reintegra</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Violazione delle procedure (es. comunicazioni, consultazione, ecc.)</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">No</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; in genere 12&ndash;24 mensilit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Rapporto estinto; nessuna reintegra</td> </tr> <tr> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Violazione dei criteri di scelta</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">S&igrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Indennit&agrave; fino a circa 12 mensilit&agrave;</td> <td style="border:1px solid #444; padding:6px;">Contributi; opzione per 15 mensilit&agrave; in sostituzione della reintegra</td> </tr> </tbody> </table> </div>]]></turbo:content>
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